Una delle domande più importanti dell’EU AI Act è: il mio sistema AI è “ad alto rischio”? Per le aziende italiane la risposta determina obblighi significativi. Ecco il quadro, con onestà sulle date. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry, e non è uno studio legale.)

Quando un sistema è high-risk

L’AI Act elenca usi ad alto rischio (Annex III) che incidono sulle persone: ad esempio screening e selezione del personale, merito creditizio, alcuni usi in istruzione, servizi essenziali e giustizia. Anche l’AI integrata in prodotti regolati (Annex I) ha obblighi. La classificazione precisa va fatta caso per caso con i consulenti.

Gli obblighi per i sistemi high-risk

  • Gestione del rischio e qualità/governance dei dati;
  • Documentazione tecnica e registrazione dove richiesta;
  • Trasparenza verso gli utenti e supervisione umana;
  • Accuratezza e robustezza.

Sono obblighi significativi, da pianificare con anticipo. Vedi AI e bias nelle decisioni HR.

Il nodo delle tempistiche

Nel testo originale, le norme high-risk si applicano dal 2 agosto 2026, ma un accordo (Digital Omnibus, maggio 2026) ne propone il rinvio al 2 dicembre 2027. A giugno 2026 è provvisorio e non adottato, quindi la data originale legalmente resta. Verifica lo stato aggiornato. Vedi EU AI Act per le aziende e Scadenze AI Act 2026.

Come aiuta dgm

dgm imposta i controlli pratici (supervisione umana, registri, trasparenza, residenza UE) per gli usi delicati, coordinando con i tuoi consulenti per la classificazione del rischio. La piattaforma (osFoundry) offre hook utili (registri, accessi). Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.

Informazioni generali, non consulenza legale. La classificazione high-risk e le tempistiche vanno verificate con consulenti legali e sullo stato ufficiale dell’AI Act.