L’EU AI Act può sembrare complesso, ma ci sono passi concreti che un’azienda italiana può fare subito per prepararsi. Ecco da dove partire. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry, e non è uno studio legale.)
1. Inventario degli usi AI
Mappa dove e come l’azienda usa l’AI: strumenti adottati ufficialmente, ma anche strumenti consumer usati dai dipendenti (la “shadow AI”), e i dati che vi transitano. È il punto di partenza per capire rischi e conformità.
2. Classificazione del rischio
Con i consulenti, capisci se ci sono usi potenzialmente ad alto rischio (selezione, credito, decisioni sulle persone) — vedi AI ad alto rischio per le aziende.
3. Governance, trasparenza, dati
Imposta governance (accessi, registri, supervisione), trasparenza (riconoscibilità dell’AI, etichettatura contenuti) e gestione dei dati (residenza UE, accessi). osFoundry offre hook utili, self-hostabile in UE.
Non aspettare le date
Le tempistiche high-risk sono in movimento (rinvio proposto, non adottato — vedi Scadenze AI Act 2026), ma la preparazione (inventario, classificazione, governance) richiede tempo e va fatta ora. Arrivare pronti riduce rischi e costi.
Come aiuta dgm
dgm aiuta sull’inventario e sui controlli pratici (governance, trasparenza, dati), coordinando con i tuoi consulenti per la classificazione legale. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.
Informazioni generali, non consulenza legale. La classificazione del rischio e le valutazioni spettano ai consulenti legali.