L’EU AI Act introduce obblighi di trasparenza sui contenuti generati da AI: un tema concreto per chiunque usi l’AI per contenuti o assistenti. Ecco cosa cambia. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry, e non è uno studio legale.)

L’obbligo di trasparenza (Art. 50)

L’Art. 50 introduce obblighi di trasparenza ed etichettatura per i contenuti generati o manipolati da AI (audio, immagini, video, testo), con entrata in vigore prevista ad agosto 2026: gli output vanno marcati come generati/manipolati. Verifica lo stato aggiornato. Vedi EU AI Act per le aziende.

Deepfake e assistenti

  • Deepfake: chi li crea deve dichiararlo all’utente al momento del contenuto, con etichette visibili — non in note nei termini.
  • Chatbot/assistenti: vanno resi riconoscibili come AI, dove richiesto.

Un’etichetta “AI” in arrivo

È in finalizzazione un Code of Practice con un’etichetta visiva “AI” (distinzione tra contenuti “interamente generati” e “assistiti”): testi e dettagli ancora in bozza/finalizzazione, da seguire.

Cosa devono fare le aziende

Dichiarare l’uso dell’AI nei contenuti e nelle interazioni dove richiesto (etichettatura, riconoscibilità degli assistenti, dichiarazione dei deepfake). È sia un obbligo sia una buona pratica di fiducia — vedi Etica dell’AI in azienda. osFoundry supporta governance e self-hosting UE.

Come aiuta dgm

dgm imposta trasparenza e riconoscibilità (etichettatura, assistenti dichiarati), coordinando con i tuoi consulenti per le valutazioni. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.

Informazioni generali, non consulenza legale. Le regole sulla trasparenza sono in finalizzazione: verifica lo stato ufficiale con i consulenti.