Usare l’AI sul lavoro tocca i diritti dei dipendenti: un’area sensibile che le aziende italiane devono gestire con cura. Ecco cosa sapere. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry, e non è uno studio del lavoro.)
I diritti in gioco
L’uso dell’AI nel lavoro tocca: informazione, dignità, divieto di controllo a distanza illecito, divieto di decisioni discriminatorie. Vanno rispettati Statuto dei lavoratori, GDPR e principi della Legge 132/2025.
La Legge 132/2025 e il lavoro
Prevede un Osservatorio sull’AI nel mondo del lavoro e sottolinea la responsabilità umana e la centralità della persona, oltre all’informazione ai lavoratori. Si affianca all’EU AI Act (usi in occupazione spesso ad alto rischio). Vedi La legge italiana sull’AI.
Decisioni sui dipendenti: controllo umano
Le decisioni che incidono sui dipendenti (valutazioni, selezione, gestione) richiedono controllo umano e attenzione ai bias: l’AI supporta, non sostituisce decisione e responsabilità. Vedi AI e bias nelle decisioni HR.
Dati dei dipendenti
Servono base giuridica, residenza UE, controllo accessi, rispetto delle norme sul lavoro e nessun uso improprio — con il coinvolgimento di DPO e consulenti del lavoro. osFoundry è self-hostabile in UE con governance.
Come aiuta dgm
dgm imposta i controlli tecnici (accessi, residenza UE, registri, supervisione umana); le valutazioni giuslavoristiche restano dei consulenti. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.
Informazioni generali, non consulenza legale o giuslavoristica. Le valutazioni spettano ai consulenti del lavoro e al DPO.