L’AI open source è spesso presentata come “gratis e sovrana”: la verità è più sfumata. Ecco pro, contro e quando conviene davvero. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry.)

Cosa significa AI open source

Usare modelli con pesi aperti (scaricabili, self-hostabili) e/o strumenti open source, anziché soluzioni chiuse. Dà controllo, self-hosting, residenza dati ed evita il lock-in.

Non è “gratis”

Il codice o i pesi possono essere gratuiti, ma il costo reale è infrastruttura, gestione, manutenzione e competenze. Il confronto onesto è il costo totale di proprietà rispetto a una soluzione gestita a consumo, non il prezzo della licenza. Vedi Confronto costi: soluzioni AI.

I modelli italiani open

Diversi modelli italiani/UE hanno pesi aperti (Almawave Velvet, Minerva, Domyn Small), self-hostabili e utili per la sovranità via bring-your-own-model — da valutare sul caso reale, senza claim non verificati.

Quando conviene

A chi ha forti requisiti di controllo/residenza e competenze interne, o come parte di un mix (modelli aperti per i dati sensibili, gestiti per il resto). Per chi vuole risultati rapidi con poca gestione, una piattaforma gestita è spesso più pratica. osFoundry è neutrale e può usare modelli aperti, self-hostabile in UE.

Come aiuta dgm

dgm valuta dove l’open source conviene e lo integra (anche in un mix con modelli gestiti), in base a requisiti e competenze. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.

Informazioni generali, non consulenza legale. La scelta open source vs gestito dipende dal tuo caso: dgm la valuta con te.