L’agente AI è uno dei concetti più importanti (e più fraintesi) del 2026: a differenza di un chatbot, non solo risponde, ma agisce. Ecco cos’è e a cosa serve in azienda. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry.)

Cos’è un agente AI

Un agente AI esegue compiti in autonomia su più passi: capisce un obiettivo, decide cosa fare, usa strumenti (ricerca, accesso a dati, azioni su sistemi) e completa l’attività. È un passo oltre il chatbot.

Agente vs chatbot

  • Chatbot: risponde a domande (conversazione).
  • Agente: cerca, decide e completa flussi (esecuzione).

L’agente richiede più governance. Vedi Copilot vs agente AI.

A cosa serve in azienda

Triage di richieste, raccolta ed elaborazione dati, esecuzioni pianificate (automazioni periodiche), flussi documentali — dove un compito ripetitivo e ben definito può essere eseguito in autonomia con supervisione. I casi complessi o sensibili restano agli umani. Vedi Agenti AI per il business.

Governare gli agenti

Con permessi chiari (cosa può fare, su quali dati), supervisione umana sui passi critici, registri e limiti. La Legge 132/2025 sottolinea la responsabilità umana. osFoundry supporta agenti con esecuzioni pianificate e hook di governance, self-hostabile in UE.

Come aiuta dgm

dgm imposta gli agenti con la giusta governance (permessi, supervisione, registri, residenza UE), mantenendo le decisioni critiche umane. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.

Informazioni generali, non consulenza legale. Il livello di autonomia giusto dipende dal caso: dgm lo progetta con te.