L’AI promette produttività, ma il valore va misurato, non assunto. Ecco come farlo in modo onesto. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry.)
Misurare con metriche concrete
Lega le metriche al caso d’uso: tempo per completare un’attività, volumi gestiti, qualità (errori, rilavorazioni), tasso di adozione. Vanno definite prima e misurate sul baseline reale (prima/dopo). Vedi ROI dell’AI: come misurarlo.
Diffidare delle stime gonfiate
Le stime pubblicate sono indicative, non garanzie: i risultati variano molto. La misura affidabile è quella sul tuo baseline, su un pilota reale.
Tempo risparmiato ≠ valore automatico
Il tempo risparmiato vale se si traduce in più output utile, miglior qualità o costi ridotti. Tempo “liberato” non reinvestito in valore è un guadagno apparente: per questo conta misurare anche qualità e adozione, non solo i minuti.
Stimare con un pilota
Un pilota misurabile (metriche definite prima, misura sul baseline) permette di stimare l’impatto a scala in modo affidabile. Vedi Checklist di un progetto AI. osFoundry è a consumo, utile per testare a basso rischio.
Come aiuta dgm
dgm definisce le metriche e misura sul baseline con un pilota; il valore reale guida lo scaling. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.
Informazioni generali, non consulenza finanziaria. La produttività va misurata sul tuo caso: dgm la misura sul baseline reale.