Transizione 5.0 viene ancora citata, ma è importante essere onesti: il credito d’imposta è terminato. Ecco cosa significa per il 2026 e quali leve restano. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry, e non è un consulente fiscale.)
Lo stato reale: TERMINATO
Il credito d’imposta Transizione 5.0 finanziava investimenti digitali ed energetici (beni 4.0 legati a risparmi energetici misurati), istituito dal D.L. 19/2024 e valido solo per investimenti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. Dal 1° gennaio 2026 non è più attivo, sostituito dall’iperammortamento 2026 — che ha una logica diversa (maggiorazione dell’ammortamento, non credito in F24). Non va presentato come incentivo attivo per nuovi progetti.
La coda per gli “esodati”
C’è una coda per gli “esodati” (aziende tecnicamente approvate ma definanziate), con il credito rialzato e scadenze nel 2026 (es. termine F24 a fine 2026, per fonti di settore). Chi è in questa situazione deve verificare la propria posizione con i consulenti e sui canali ufficiali (GSE/MIMIT).
Cosa resta nel 2026
Con Transizione 5.0 chiusa, restano: iperammortamento 2026, Nuova Sabatini, credito R&S (per vera ricerca), bandi regionali e alcuni voucher/PNRR in chiusura. Il software AI rientra spesso indirettamente. Vedi Incentivi per l’AI (2026). La piattaforma (osFoundry) è a consumo e self-hostabile in UE.
Come aiuta dgm
dgm non gestisce le pratiche né è consulente fiscale: orienta sulle leve attuali e coordina con i tuoi consulenti, senza presentare schemi chiusi come attivi. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.
Informazioni generali, non consulenza fiscale. Scadenze e code transitorie cambiano: verifica con GSE/MIMIT e con i tuoi consulenti.