Una domanda ricorrente: il software (e quindi l’AI) rientra nelle agevolazioni italiane? La risposta onesta è “spesso solo indirettamente”. Ecco perché. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry, e non è un consulente fiscale.)
Software 4.0: connesso ai beni
Il software 4.0 (Allegato B) può rientrare nelle agevolazioni (es. iperammortamento, Nuova Sabatini) quando connesso a beni strumentali ammissibili, non come spesa stand-alone. La classificazione del software specifico va verificata con i consulenti.
Le agevolazioni privilegiano i beni
L’architettura degli incentivi italiani è storicamente costruita intorno ai beni strumentali e alla modernizzazione manifatturiera (Industria 4.0/5.0). Il software AI “puro” o i servizi a consumo non rientrano nella logica dei beni, e quindi accedono indirettamente o tramite altri canali (bandi regionali, R&S per la ricerca).
Il servizio a consumo ha natura diversa
Un servizio AI a consumo (paghi l’uso, come in osFoundry) ha una natura diversa da un bene immateriale acquistato e capitalizzato: le agevolazioni sui beni sono pensate per investimenti, non per spese correnti di servizio. Per i servizi, guarda a bandi/consulenza o valuta il puro ROI.
Come aiuta dgm
dgm non classifica i beni immateriali né è consulente fiscale: imposta il progetto AI e coordina con i tuoi consulenti, che valutano la classificazione (Allegato B, connessione ai beni) e gestiscono la pratica. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.
Informazioni generali, non consulenza fiscale. La classificazione del software ai fini delle agevolazioni va verificata con i tuoi consulenti.