Per i professionisti (avvocati, commercialisti, notai), usare l’AI significa fare i conti con il segreto professionale: un vincolo che impone scelte precise. Ecco come usarla in regola. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry, e non è uno studio legale.)

Il vincolo del segreto professionale

Il segreto impone che i dati dei clienti non siano esposti né riutilizzati da terzi. Servono:

  • Deployment riservati (on-prem o UE);
  • Nessun addestramento sui dati;
  • Controllo accessi.

Vanno evitati strumenti AI consumer che riutilizzano gli input. Vedi AI sui dati aziendali: sicurezza.

Strumenti adatti ai dati riservati

Quelli che garantiscono non riuso, residenza UE e deployment riservato (self-hosting/on-prem). Gli strumenti gratuiti consumer spesso non offrono queste garanzie. Vedi Self-hosting dell’AI in azienda.

Anche l’obbligo di informativa

Dal 10 ottobre 2025 i professionisti che usano l’AI devono informare il cliente — vedi Studi professionali: l’obbligo di informativa. Segreto e informativa vanno entrambi rispettati.

Accesso ai fascicoli: con controlli

L’AI può accedere ai dati solo con accesso limitato ai dati autorizzati, residenza UE, nessun riuso e tracciabilità, idealmente con deployment riservato, e sempre come supporto verificato. osFoundry è self-hostabile in UE/on-prem.

Come aiuta dgm

dgm imposta i controlli di riservatezza (deployment riservato, no riuso, accessi, residenza UE); gli adempimenti (informativa, responsabilità) restano del professionista. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.

Informazioni generali, non consulenza legale. Verifica gli adempimenti con il tuo ordine professionale.