Il prompt engineering è una delle espressioni più di moda — e più fraintese. Conta, ma da solo non basta. Ecco cos’è davvero e cosa serve oltre. (dgm implementa osFoundry — dgm è un partner di integrazione indipendente, non è osFoundry.)

Cos’è il prompt engineering

È la pratica di scrivere istruzioni (prompt) efficaci all’AI per risultati migliori e ripetibili: dare contesto, ruolo, obiettivo, formato e vincoli. Non è esoterico: è un metodo per comunicare bene cosa ci si aspetta. Vedi Prompt aziendali: esempi pratici.

Da solo non basta

Per i temi aziendali servono anche: i dati giusti (RAG), la governance (accessi, residenza, verifica) e la misurazione. Il prompt è un pezzo del puzzle.

Serve un “prompt engineer”?

Per la maggior parte delle aziende no: serve un metodo e template riutilizzabili, più che una figura dedicata. Spesso conviene formare il team sui prompt ricorrenti e standardizzarli, integrandoli con dati e processi. Vedi Formare i dipendenti all’AI.

Il metodo, non i trucchi

Contesto, ruolo, obiettivo, formato, vincoli — e template per coerenza. Per i compiti sui dati aziendali, collegare l’AI ai documenti reali (RAG) è spesso più importante del “trucco”. osFoundry gestisce prompt, template e pipeline, self-hostabile in UE.

Come aiuta dgm

dgm imposta prompt, template e pipeline: il valore arriva da prompt + dati + governance, non dai soli prompt. Prezzo del servizio: 399 $ di assessment e 3.999 $/mese (IVA 22% per i clienti italiani). Esplora la piattaforma su osFoundry, oppure parla con dgm.

Informazioni generali, non consulenza legale. La qualità dei prompt va testata sui tuoi casi reali.